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日志


12月25日

Sardegna - Curiosità di Natale....e dintorni








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Sardegna - Curiosità di Natale....e dintorni

Bonu Nadali a totusu (Buon Natale a tutti)

Il presepe vivente di Gergei


Sullo sfondo della Giara di Serri e del Monte Trempu, Gergei, piccolo centro dell’entroterra cagliaritano, onora le tradizioni natalizie con una suggestiva rappresentazione della Natività. Nella notte del 24 dicembre si svolge infatti la rappresentazione del presepe vivente itinerante. Vicoli, stradine in pietra, archi, cantine, granai e stalle del centro storico si animano per ospitare l’evento e fanno da sfondo alla Palestina di duemila anni fa, qui rappresentata dai personaggi in costume d’epoca, dalla ricostruzione delle ambientazioni e dai magici giochi di luce delle torce e delle fiaccole. Ad accrescere la sacra suggestione, anche il profumo degli incensi e il diffondersi degli odori caratteristici del Natale isolano: caldarroste, mandarini e piatti caldi tipici serviti ai viandanti. Il presepe itinerante mette in scena il viaggio dei due sacri sposi, al cui passaggio si anima, man mano, il villaggio con i suoi abitanti, la rappresentazione degli antichi mestieri e delle scene di vita quotidiana.

 

 Desulo, Natale in montagna


All’ombra del Gennargentu, poco piu a nord di Gergei, sorge Desulo, una cittadina nel cuore della Sardegna barbaricina, dove a Natale si organizza un evento dalle atmosfere antiche e dai sapori genuini. Si tratta del “Natale in montagna”, una serie di iniziative che riuniscono gli abitanti della cittadina e i visitatori appassionati di artigianato e prodotti tipici. In occasione della vigilia di Natale, non mancano le bancarelle con le specialità agro-alimentari e quelle dedicate all’artigianato tipico. Si può così assistere dal vivo alla lavorazione del pane, formaggi,  coltelli, launeddas, cesti, ceramiche e pellame. Tra le iniziative anche il presepe vivente con i personaggi abbigliati nel tipico costume di Desulo, la consegna dei doni con l’arrivo a sorpresa di Babbo Natale e le premiazioni degli alberi e dei presepi più caratteristici. Completano l’appuntamento di Desulo le degustazioni di prodotti della Barbagia, i concerti dei cori polifonici e la visita al Museo itinerante della Maschera dei Mamuthones.

 

Bultei


 Festa della Famiglia e Sagra de "Sa Pertusitta", "Sa Zuada" e "Su Cabude". Questa sagra si basa nella benedizione di caratteristici pani che rappresentano il mondo dei pastori (pertusitta) ed il mondo dei contadini (Zuada e Cabude). In particolare con "Su Cabude", pane in forma di corona per il pranzo di Capodanno, il capo famiglia incoronava il figlio primogenito durante il pranzo, con forte senso simbolico e augurale.

 

Natale


In alcuni centri della provincia di Sassari si realizzano caratteristici presepi. Ad esempio a Putifigari ed EsporlatuOlmedo invece viene presentato un originale presepe fatto con il pane, realizzato da maestri artigiani nella suggestiva cornice della chiesa di N.S. di Talia splendido esempio di architettura romanica del XII secolo. la rappresentazione del presepe vivente, in una suggestiva scenografia di capanne e muretti a secco; ad

 

Alghero


Nel duomo di Alghero, la notte del 24 dicembre si celebra una funzione molto simile a quelle del venerdì santo. La chiesa è completamente buia e si intona un canto in cui si profetizza la nascita di Gesù. Solo a questo punto il duomo si illumina a giorno. Si tratta di una tradizione che risale al ’200 ed era diffusa in tutta l’Occitania, cioè Francia del Sud e Catalogna. Attualmente si è mantenuta soltanto ad Alghero (colonia catalana) e a Palma di Maiorca

 




Fiera di Natale a Cagliari

Mostra Mercato artigianato, prodotti alimentari e vini sardi 4-14 Dicembre 2008


Grande attesa alla Fiera di Cagliari per l’ appuntamento annuale Fiera Natale, il mercatino di prodotti agroalimentari e di artigianato di esclusiva produzione sarda che come ogni anno si svolge in prossimità delle feste natalizie.

L’ occasione è perfetta per trovare curiosi ed originali regali per tutta la famiglia, ceramiche, tessuti, libri, vini di qualità, prodotti alimentari e splendide composizioni di piante e fiori sono alcune delle interessanti proposte in esposizione nelle bancarelle di Fiera Natale.
L’ appuntamento con Fiera Natale è arricchito da un programma di eventi di grande interesse, durante le giornate della mostra sono infatti allestiti spettacoli e concerti dedicati alla festività natalizia, con ospiti di richiamo e divertenti momenti conviviali.

 

Santo Stefano


Santo Stefano in Sardegna, è ritenuto il protettore dei cani da caccia e da pastore. I proprietari di questi animali, all'alba del 26 dicembre, bruciano con un tizzone il pelo delle bestie, in modo da formare sulla testa di queste una croce. Questo simbolo per tutto l'anno li preserverà dall'idrofobia.

 

Cabudanni


In Sardegna anticamente l'anno non aveva inizio con il mese di gennaio, bensì con settembre, che per questo motivo veniva chiamato Cabudanni, cioè capodanno, in coincidenza con l'inizio dei lavori agricoli. Questo modo di computare il tempo era stato introdotto dai Bizantini che avevano adottato un calendario simile a quello degli Ebrei.

La ricorrenza del 1° gennaio invece, è caratterizzata dall'usanza della richiesta del "Donum Calendarium", che viene fatta da un gruppo di amici che si recano a casa dei parenti e dei conoscenti per annunziare con canti l'arrivo del nuovo anno.

Dademi su Kalendariu

chi sia bonu e mannu,

chi mi dured'un'annu

un annu e una chida

chi apposta so bennida

pro bo lu cherrer cantare

(strofa cantata in alcuni paesi del Logudoro)

 

Dicembre


Deo, Nadale, frittu e bezzigheddu,

s'urtimu fizzu 'e s'annu chès passadu,

fatto niare in Tattari, in Casteddu,

in su buscu, in su campu seminadu.

Ognunu a mie faghet de cappeddu

cando naschet su Bambinu amadu

chi dat consolu a minores o mannos

fattendelos campare longos annos

 

La Candelarìa di Orgosolo


La mattina del 31 dicembre i bambini di Orgosolo si recano di casa in casa per chiedere "sa candelarìa". Le porte aperte, le donne sono pronte ad accogliere positivamente e con sollecitudine la richiesta: "A nolla dàzes sa candelarìa?" (ci date la candelarìa?), che dalle prime luci del mattino fino a mezzogiorno risuonerà ininterrottamente sugli usci del case del paese.

La "candelarìa" è l'offerta di un pane (cocòne), appositamente preparato, insieme a frutta, biscotti, danaro: una consuetudine che a Orgosolo è ancora vivissima, attesa con impazienza da tutti i bambini e predisposta con impegno dalla gran parte delle famiglie.

 

Canto di Natale

Nasut es lu Jesuset
En lu mon Universal
Al vintcinc de Nadal
Ha parturit la Maria
San Josè per companiia
I lus anials pe' l'adurà
Gloria in exelsis Dea
Pusemus tots a cantò.
Lus tre reis d'orient
Que caminan per les horas
Totus tre estan dient
Anèm en casa de Roras.
Que hi ha esclemencies de donas
Tota plorant per los fills
I de llagrimas i de suspirs
Es una cosa mortal
Et Betlem nostra Seniora
Es de parI a un portal.
No s'enten lu predicà
Gloria in exelsis Dea
Pusemus tots a cantà.

 

Per l'Epifania


Sos tres res de oriente

benin pro ti imbistire,

pro crere e adorare

su Deus onnipotente.

 

I tre re dell'oriente

vengono per farti visita,

per manifestare la loro fede

e adorare il Dio onnipotente

 

Gioacchino Raffone


Suonatore di zampogna a chiave. Originario della Campania, ma residente in Lotzorai (Ogliastra), ha portato avanti, per la prima volta nella storia, il progetto di realizzare un centro di zampogne in Sardegna. Nel periodo natalizio viene richiesto da Enti locali. Trasmissioni televisive, Associazioni Culturali ed artistiche per far conoscere la cultura della zampogna e degli zampognari. Ha girato tutti i comuni dell’Isola, diffondendo ovunque la tradizione delle zampogne di Natale. Da anni porta avanti il progetto: “ ZAMPOGNA E LAUNEDDAS IN FUSIONE ” sia in Sardegna che in campo nazionale, riscuotendo ampi successi. Il progetto  di poter fondere i suoni delle zampogne e delle launeddas in un’unica polifonia ha lo scopo di unire le due tradizioni. Ossia, quella del Natale (zampogna) e quella della tradizione popolare della Sardegna (launeddas).

Sotto la guida del maestro Luigi Lai dt San Vito, ha portato ed arrangiato sulla zampogna brani tipici delle launeddas, dalle processioni ai brani natalizi e religiosi, presentandoli al festival Internazionale della zampogna che si tiene in Scapoli (IS) ogni anno.

Si dedica allo studio della costruzione delle ance per zampogne ed alla loro timbrica naturale. Per questo ha realizzato un metodo audiovisivo (il primo in assoluto), che insegna sia la costruzione delle ance che al loro montaggio sulle zampogne. (da: zampognaridisardegna.it)

 

Natale in Sardegna

di Romano Asuni


 Per quanto possa apparire strano per un’isola, la Sardegna è  terra di terra che non ha nulla a che fare con l’immagine costasmeraldina che ne viene data in estate e che appartiene appena agli ultimi quarant’anni della storia dell’isola. Basta andarci una volta a Natale, nei paesi dell’interno, quando la tramontana taglia il viso e dai camini esce il profumo del ginepro bruciato o del lentischio o dei tronchi di mandorlo. Lì comincia la diversità di un’isola che molti hanno attraversato ma davvero pochi conoscono, meno che mai se l’hanno incontrata nei suoi obbligati rituali vacanzieri. Il Natale in Sardegna è qualcosa che non c’è più, un vento di suoni e di campane antiche che appartengono a un popolo sopravvissuto anche a se stesso, oltre che a quelli che vengono dal mare. Il mare è lontanissimo, anche se batte all’uscio, ed è raro, se non nelle case più povere o nei pochi centri costieri, che su una tavola imbandita manchi un pezzo d’agnellino. Nulla a che fare, ma proprio nulla, con gli agnelloni che vengono spacciati per piatto tipico natalizio. So che è un tema che farà arricciare il naso a più d’un animalista, ma è nato in una terra nella quale l’agnello era amico e nutrimento, spesso sopravvivenza. E che rappresenta ancora oggi (la Sardegna ha meno di un milione e mezzo di abitanti e oltre tre milioni e mezzo di ovini) il legame più forte con una terra spesso aspra e avara. Mangiare l’agnello a Natale, allora, è un modo per ringraziarlo e onorarlo. E con lui ringraziare e onorare la terra che lo ha cresciuto. Terra di terra, si diceva. A Natale, se capita una giornata di sole, si capisce anche meglio. Basta tornarci, ogni tanto














11月27日

Canto popolare Sardo





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Badde lontana



Sutta su chelu de fizzu meu
como si canta finzas tres dies.

 

Badde lontana, badde Laurentu
solu deo piango pensende a tie.

 

Mortu mi l'asa chene piedade
cun d'una rocca furada a Deus.

 

Badde lontana, Badde Laurentu
commente fatto a ti perdonare.

 

Zente allegra e bella festa
oe sese in donzi domo.

 

Chelzo cantare, chelzo pregare
ma nun m'ascultat su coru meu.

 

Dammi sa manu, chi so gherrende
faghem'isperare impare a tie.

 

Dammi sa manu Santu Laurentu
deo so gherrende intro a mie.

 

Dammi sa manu chi so peldende
faghem'isperare impare a tie.



 

 

 

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Traduzione


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Valle lontana



Valle lontana


Sotto il cielo di mio figlio

ora si gioisce per tre giorni.


Valle lontana, valle di San Lorenzo,

solo io piango il tuo ricordo.


Lo hai ucciso senza pietà

con questa roccia rubata a Dio.


Valle lontana, valle di San Lorenzo

, come posso perdonarti?


Gente allegra, è bella festa

e Tu sei in ogni casa.


Voglio cantare e voglio pregare

ma mio figlio non ode il cuore mio.


Dammi la mano San Lorenzo,

una guerra ho dentro di me.


Dammi la mano San Lorenzo.

Fammi sperare ancora assieme a te.





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11月16日

Proverbi della Sardegna





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PROVERBI



1. Mezzus carri ruju chi cori nieddu.
Meglio arrossire per una colpa confessata che nasconderla e provare rimorso.

2. Pedde mala no nde moridi.
I cattivi hanno vita più lunga dei buoni.

3. Riu mudu trazadore.
Fiume silenzioso, carico di pericoli.

4. Cunfromm'a sa nàschida sa pàschida.
La condotta di vita dipende molto dall'ambiente familiare.

5. A bostasa un'istrobbu attidi fostuna.
Talvolta un disguido è foriero di fortuna.

6. Chie no baliat brullas no intret in giogu.
Chi non sopporta scherzi non entri in gioco.

7. Chie tantas nde faghet una nd'at a piangher.
Chi commette scelleratezze in abbondanza ne piangerà per sempre qualcuna.

8. Si ti cherese sanu pesa chito a manzanu.
Se vuoi vivere in buona salute, alzati presto la mattina.

9. A chie su pagu no mesurat su meda pagu durada.
A chi è incapace di misurare poco non dureranno molto le grandi ricchezze.

10. Inue no b'at remediu no balet matana.
Nelle cose irrimediabili è inutile angustiarsi.

11. Mezzus zegu a un oju che zegu e su tottu.
Meglio vedere a un occhio che niente.

12. Mezzus caddu toppu che mostu.
Meglio avere un cavallo zoppo piuttosto che morto.

13. Mezzus dolore e' buscia, chi non dolore 'e coro.
Meglio dolore di borsa che dolore d'animo.

14. Serrare un istampa et n'abberrere un'atera.
Chiudere un buco e aprirne un altro.

15. Sos bezzos a sinnu torranat de pizzinnoso.
I vecchi in quanto al senno, tornano a bambini.

16. Su bsonzu ponede su 'ezzu a currere.
Il bisogno fa correre anche il vecchio.

17. Trabagliu 'e notte, risu 'e die.
Lavoro di notte, riso di giorno.

18. Chie in janna anzena iscüstada males suos intenne.
Chi origlia in case altrui rischia di sentire cose sgradevoli su se stesso.





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11月4日

E si, sono di parte.......i




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E si, lo devo ammettere, io quando sento l'inno nazionale mi commuovo, ma quando sento l'inno Sardo o L'inno della brigata Sassari, non so come spiegarlo, è come se avessi tra le mie braccia un mio caro, il cuore batte veloce veloce e si riscalda, le mani tremano e l'emozione è grande.


Per chi non lo conosce, voglio condividere queste mie emozioni con voi, dandovi la possibilità di ascoltarla qua assieme a me.
Buon ascolto.



Dimonios


China su fronte
si ses sezzidu pesa!
ch'es passende
sa Brigata tattaresa
boh! boh!
e cun sa mannu sinna
sa mezzus gioventude
de Saldigna

Semus istiga
de cudd'antica zente
ch'à s'innimigu
frimmaiat su coro
boh! boh!
es nostra oe s'insigna
pro s'onore de s'Italia
e de Saldigna

Da sa trincea
finas' a sa Croazia
sos "Tattarinos"
han'iscrittu s'istoria
boh! boh!
sighimos cuss'olmina
onorende cudd'erenzia
tattarina

Ruiu su coro
e s'animu che lizzu
cussos colores
adornant s'istendarde
boh! boh!
e fortes che nuraghe
a s'attenta pro mantenere
sa paghe

Sa fide nostra
no la pagat dinari
aioh! dimonios!
avanti forza paris.

 

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I Diavoli


Abbassa la fronte
se sei seduto, alzati!
perchè sta passando
la Brigata "Sassari"
e con la mano benedici e segna
la miglior gioventù
di Sardegna

Siamo la traccia
di quell'antica gente
che fermava il cuore
al nemico
Oggi le loro insegne
sono nostre
per l'onore dell'Italia
e della Sardegna

Dalla trincea
fino alla Croazia
i "sassarini"
hanno scritto la storia
seguiamo le loro orme
onorando quell'eredità
"sassarina"

Rosso il cuore
l'animo come il giglio,
questi colori
adornano il nostro stendardo
e forti come i nuraghi
siamo sempre vigili
per mantenere la pace

La nostra fedeltà
non ha bisogno di essere remunerata
andiamo! Diavoli!
avanti, Forza Insieme!

  stemma Brigata Sassari



Quando ho fatto il militare io,Scaglione 1-91
ed ero aggregato qua a Roma alla Cecchignola
Il mio comandante mi ricordava sempre che grazie ai
Sardi abbiamo sempre evitato grane in più,
è questo, detto da lui, (Il Colonnello
in persona), accompagnata ormai
dalla solita pacca sulle spalle,
mi riempiva di gioia.

 





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10月22日

(eheheh) Donne di Sardegna-Il maschio Sardo






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Ecco come sono le Donne Sarde e Gli Uomini sardi
paese per paese



 
   
 
 
 
 
   







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9月18日

Launeddas (Strumento tipico Sardo)

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Logo - Canti della Sardegna Strumenti musicali tradizionali

Launeddas

Bronzetto nuragico
E' senza dubbio uno strumento antichissimo. Infatti ad Ittiri è stato trovato un bronzetto nuragico, che rappresenta un suonatore con tre canne in bocca, delle quali una più lunga delle altre due. Tale bronzetto è considerato espressione della cultura itifallica. Pur avendo avuto origine in epoca remota, forse prenuragica, la launedda si è conservata fino ai nostri giorni e molti sono ancora i sardi, specialmente nel Campidano di Oristano e di Cagliari, che si dedicano al suo difficile studio.

Le launeddas sono formate da tre lunghe canne, possibilmente "canne maschio", giunte ad una certa maturazione. Esse sono di varia lunghezza e grandezza e gli internodi interni tra i diversi giunti vengono bucati. Le canne, per formare le launeddas, vengono tenute insieme da spago incerato. Alla estremità superiore di ciascuna delle canne viene infisso un piccolo cannello, che funge da beccuccio e che è costruito alla stessa maniera delle trumbittas de 'enu, in quanto con uno spacco sotto un internodo della canna viene ricavata un' ancia battente, che poi produrrà il suono. Tale beccuccio viene detto capitza e la piccola ancia limbatzu o limbeddu. Le canne vengono chiamate: su bassu o su tumbu la più lunga; sa mediana o mancosa manna, quella che sta al centro delle tre canne; sa destrina o mancosedda o mancosa pitia, la più piccola, che risulta distaccata dalle altre.

Solo alla mediana o alla destrina vengono praticati quattro fori in fila, in maniera da attuare, al tocco delle dita, diversi suoni. L'insieme delle tre canne viene detto cuntzertu 'e launeddas ed esse vengono conservate in un astuccio di pelle dura chiamato istracassu.
Secondo quanto ha scritto Gavino Gabriel nella sua opera "Musica sarda", è la canna grave, su tumbu, che da la tonica o nota basilare fissa in sol, mentre la mediana, con quattro fori, suonata normalmente con la mano sinistra, da la quinta della tonica e le quattro note seguenti ed ascendenti (re, mi, fa, sol); poi c'è la canna acuta o mancosedda, che può avere tanto quattro che cinque fori; tutte insieme danno quella musica così originale su cunzertu, che sembra impossibile esca da uno strumento tanto semplice. Non è stata ancora accertata l'origine dello strumento suddetto e forse non si troveranno mai le chiavi delle varie civiltà, oltre naturalmente la sarda, che hanno avuto la possibilità nei millenni di costruirsi uno strumento ad ancia battente da una semplice canna, eppure diverse civiltà dell'area mediterranea hanno strumenti musicali similari alle launeddas sarde. Va rilevata pure l'esistenza in Sardegna delle launeddas a due canne (manca su tumbu), che vengono chiamate bisonas e il suonatore sonatore 'e bisonas. E' da rilevare anche l'esistenza di un detto sardo usato per indicare una persona che ha le guancie piene e rosse: "hat sos cavanos che unu sonador 'e launeddas (o de bisonas)". Vari sono i nomi attribuiti alle launeddas nelle diverse parti dell'isola: launeddas nei Campidani, nella Trexenta, nel Sarcidano; bisonas in Ogliastra e Barbagia; leonedda e trubeddas e trueddas in Nuoro e dintorni; enas nel Montiferru; trueddi nella Gallura, etc..

Suonatore di launeddas

Secondo antiche consuetudini i suonatori di launeddas venivano stipendiati dal paese nel quale vivevano e fare il suonatore era una professione. Come contropartita il suonatore accompagnava la messa in chiesa, i funerali, e, tutte le domeniche, all'uscita dalla messa, nel piazzale, praza 'e ballos, i balli che facevano i giovani e meno giovani.

Le civiltà dell'area mediterranea, come ho detto poc'anzi, hanno conosciuto strumenti similari alla trumbitta e alle launeddas sarde, come l'argul dell'Egitto, composto da due canne, con quattro fori per canna, la chirma delle Baleari, ad una canna a cinque fori, con un ancia battente, la tibia romana e il clarinetto dei nostri giorni.











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( Per ascoltare il suono delle launeddas, vi ricordo di spegnere l'ipod alla fine dello spaces )
   
  


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9月13日

Festività principali in Sardegna

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Festività principali in Sardegna









Principali festività

Tutte le festività
 

Sagra di S.EFISIO

Si comincia il 1° Maggio a Cagliari. La sagra si ripete ogni anno dal 1657.
La sfilata dei gruppi in costume parte da Cagliari e giunge fino a Nora (circa 35 Km da Cagliari). Si tratta di una delle feste più significative dell'isola, dedicata al martire guerriero cui gli abitanti si erano rivolti per scongiurare i terribili effetti di un'epidemia di peste e dell'invasione dei pirati nel lontano 1655. Una solenne processione con il simulacro del santo parte dal quartiere di Stampace per concludersi nella chiesetta dedicata al santo a Nora. Proprio in questa località infatti il santo sarebbe stato martirizzato nel IV secolo d.C. Le donne e gli uomini della confraternita si trovano di buon mattino nella chiesa dedicata al santo, davanti alla quale la statua, rivestita di preziosi broccati, viene issata sopra un carro trainato da buoi. Inizia così la processione cittadina, che si conclude alla chiesa di San Giorgino. Cavalieri del Campidano in sella a cavalli ornati di fiori colorano l'intera sfilata ricca di costumi tipici da tutta l'isola. Dopo la sosta a San Giorgino il corteo prosegue fino a Nora, fermandosi per la notte a Sarroch. Il 4 maggio, di buon mattino, il corteo inizia il suo lungo viaggio di ritorno che si conclude a Cagliari, accolto dai fedeli.

SARTIGLIA

Si svolge a Oristano in Febbraio. Si tratta di un'antica giostra equestre di origini spagnole.

S'ARDIA

E' una cavalcata, ma soprattutto una sagra religiosa che si svolge a Sedilo in onore di San Costantino dal 5 al 7 luglio nell'omonimo Santuario. L'origine di questa gara risale al periodo nuragico.

CAVALCATA SARDA

Si svolge a Sassari con la sfilata di costumi in onore dei sovrani in visita in Sardegna ogni penultima domenica di Maggio.

Festa dei CANDELIERI

Si svolge a Sassari il 14 Agosto. Diversi gruppi di cittadini attraversano il centro storico trasportando alte colonne linnee.

Sagra del REDENTORE

E' la piu' importante festa religiosa di Nuoro; si svolge dal 1901 sul Monte Ortobene ogni 29 Agosto.

Sagra delle CASTAGNE

Si svolge ad Aritzo (NU) l'ultima domenica di Ottobre.

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